Le retrovie del traffico di Shaboo: cosa sta cambiando?

Le retrovie del traffico di Shaboo: cosa sta cambiando?

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lunedì, 09 aprile 2018
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In seguito ai numerosi arresti legati allo spaccio di Shaboo a Bologna e non solo, riportiamo i vari articoli a riguardo cercando di delieare quello che sembra essere un cambiamento delle retrovie dello smercio della sostanza.

Oggi il traffico di Shaboo in Italia, nonostante provenga in larga misura dalle Filippine, sembra essere gestito soprattutto dai Cinesi, che ne controllano il mercato e i prezzi. Il suo ingresso nel territorio italiano non è recentissimo, anzi, a Torino e Milano la si reperisce senza troppe difficoltà da diversi anni. Il capoluogo lombardo pare infatti essere riconosciuto come il centro principale dal quale lo Shaboo viene smistato in tutte le regioni, fino al Sud e alle Isole. Alcune testate giornalistiche riportano le voci di testimoni, tendenzialmente consumatori, i quali sosterrebbero che l’assunzione di questa sostanza sia iniziata appunto a Milano con persone sopra la trentina, di nazionalità filippina e di basso strato sociale, che per far fronte a molte ore di lavoro necessitavano di qualcosa che li tenesse attivi e non gli facesse percepire la fatica. Ad oggi però le cose sembrano cambiate, non soltanto per il target di persone che ne fa uso ma anche per i pusher che la distribuiscono ai clienti. L’assunzione ha raggiunto ormai anche le giovani generazioni – straniere e non – che ne fanno un uso sempre più “mondano” in locali e a feste, trasformandola in una “droga da club”. Per quanto riguarda lo spaccio invece la questione sembra essere più contorta: chi c’è dietro allo smercio di questa sostanza e come avviene la diffusione nel territorio italiano? A darci alcune delucidazioni sono svariate testate giornalistiche, che negli ultimi mesi hanno riportato le dinamiche degli arresti collegati allo Shaboo, sempre più frequenti, che hanno visto come protagonisti pusher di nazionalità diverse. Con l’inizio del nuovo anno, il 3 Gennaio 2018, è stato fermato e messo agli arresti a Prato un 37enne Cinese e un mese dopo, il 23 Febbraio 2018 a Modena, è successo lo stesso a un 36enne nigeriano. A proposito di quest’ultimo, l’articolo riportava la situazione modenese, in cui la comunità nigeriana sembra aver sostituito quella nord africana nello smercio delle droghe in città. Arriviamo invece a Bologna, dove il 13 Marzo è stato arrestato in Bolognina un 35enne nigeriano, la cui dose appena venduta dopo essere stata analizzata in laboratorio ha riscontrato il 78% di principio attivo. Qualche giorno dopo, il 19 Marzo, è stato fermato e messo agli arresti un 39enne iraniano in possesso di 150 gr di Shaboo; mentre il 23 Marzo è stata la volta di un 42enne filippino con oltre un etto della sostanza, riconosciuta come destinata ai pusher filippini di Bologna e Modena. Spostandoci a Roma è avvenuto lo stesso giorno un maxi arresto, durante il quale sono state fermate nove persone tra uomini e donne impegnati nello spaccio; a capo del gruppo è stata individuata una donna di origine filippina. Nuovamente a Bologna, in zona Mazzini, il 5 Aprile si è verificato l’arresto di una coppia di filippini – lui 45 anni, lei 36 – impegnati nello spaccio di questa droga sintetica. Sono stati trovati 11 grammi di Shaboo, di cui un po’ nascosti all’interno di un pacchetto di patatine, un po’ nel bauletto di un motorino e un’altra parte a casa della donna.

Gli arresti avvenuti, al contrario di quello che ci si aspetterebbe seguendo il percorso “storico” dello spaccio di questa sostanza, coinvolgono persone provenienti da nazioni diverse, che vanno dalle Filippine alla Nigeria ma come abbiamo visto anche Cina e non solo. È evidente, a questo punto, che le dinamiche del traffico di Shaboo si siano modificate, anche se rimangono gli interrogativi su come questo sia avvenuto e si stia evolvendo.

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