Cozart Rapiscan: i primi controlli a Bologna. Qual’è il funzionamento del nuovo test salivare.

Cozart Rapiscan: i primi controlli a Bologna. Qual’è il funzionamento del nuovo test salivare.

1
3131
0
martedì, 28 Luglio 2015
Articoli

A partire dal 29 maggio, in alcune città di Italia, la guida sotto effetto di sostanze psicoattive viene verificata attraverso un nuovo test.

Con questo nuovo strumento a Bologna (il giorno stesso dell’attivazione della fase di controllo sperimentale) la Polizia di Stato, dei 165 automobilisti che ha fermato nella zona di via Staligrado, ha sottoposto 7 di questi al Cozart Rapiscan, il nuovo drugtest salivare in grado di rilevare in tempo reale coloro che sono alla guida sotto l’ effetto di una sostanza stupefacente. Due di questi sono risultati positivi per l’assunzione di cannabinoidi e cocaina.

Altre occasioni per ricorrere al nuovo test salivare sono stati due concerti che si sono svolti a distanza di meno di un mese.

Il primo è stato quello di Vasco Rossi con due date allo stadio dell’Ara a Bologna (22-23 giugno). Dei tanti fan che hanno assistito al concerto, 195 conducenti sono stati fermati.
Il personale medico dell’Ufficio Sanitario della Questura ha sottoposto al test per stupefacenti e sostanze psicotrope 10 persone: 4 i positivi (tre di questi ai cannabinoidi e uno alle anfetamine).
Altro evento importante è stato ad Imola il 9 luglio che ha accolto circa 100.000 spettatori al concerto dello storico gruppo rock AC/DC. Al termine del concerto 11 persone sono state sottoposte al test e tra queste due sono risultate positive a cannabis e cannabis e cocaina.

Bologna non è l’unica città in cui è partito questa fase di controllo sperimentale. Anche a Roma, Napoli, Novara, Bergamo, Brescia, Padova, Verona, Trieste, Savona, Forlì e Cesena, Ancona, Ascoli Piceno, Perugia, Pescara,Teramo, Bari, Messina e Cagliari il controllo sperimentale durerà fino a settembre, con la prospettiva di estendere l’utilizzo del test da parte della Polizia Stradale a tutto il territorio nazionale.

Di seguito riportiamo il funzionamento del drug test salivare e le relative informazioni dal punto di vista sanzionatorio.

cozart

L’esecuzione

Se l’agente di polizia sospetta che il soggetto fermato sia in uno stato psicofisico alterato da una sostanza stupefacente deve, in primo luogo, eseguire l’ alcoltest. Indipendentemente dal risultato di quest’ ultimo, qualora l’ agente ritenesse che lo stato del soggetto non sia riconducibile al solo uso di alcol, può decidere di eseguire una scansione della saliva con il Cozart RapiScan. Nel momento in cui il risultato di questa analisi risulta positivo, alla persona viene effettuato un ulteriore prelievo di saliva da inviare ai laboratori di analisi.

Il meccanismo

A prescindere dal modo in cui viene assunta, qualsiasi sostanza viene metabolizzata ed espulsa dall’organismo attraverso i fluidi biologici: sangue, urina, sudore e saliva. In particolare, dopo l’ assunzione, la sostanza passa nel sangue e da qui raggiunge i tessuti vascolarizzati. Dopo pochi minuti che la sostanza è presente nel sangue, la si può riscontrare anche nella saliva, mentre possono trascorrere anche alcune ore prima che sia riscontrabile nelle urine. Per questo motivo, analizzare la saliva consente di verificare quasi immediatamente l’assunzione di droga. Il Cozart RapiScan si basa sostanzialmente su una reazione antigene-anticorpo eseguita sulla saliva prelevata: dei composti specifici (che fungono da anticorpi) presenti nell’ apparecchio, sono in grado di riconoscere nella saliva la presenza di una determinata sostanza di abuso (che funge da antigene). Se il riconoscimento avviene vengono attivati degli enzimi che, reagendo con le sostanze stesse, conferiscono alle cartucce un particolare aspetto che permette di evidenziare la presenza o l’assenza di tali sostanze.

Funzionamento del test:
– La saliva è prelevata mediante un tampone che viene posizionato sotto la lingua del soggetto. Il tampone è collegato ad un apparecchio, il Cozart RapiScan, che emette una luce blu quando la quantità di saliva necessaria è stata raccolta (possono volerci da 30 secondi a 4 minuti);
– il tampone viene inserito in una provetta con una soluzione in grado di far rilasciare le eventuali sostanze stupefacenti;
– a questo punto 4 gocce del campione vengono versate nel pozzetto dell’ apparecchio, dove avviene la reazione antigene-anticorpo: se nel liquido esaminato ci sono sostanze stupefacenti appaiono delle righe rosse. Se invece non sono presenti delle droghe non appare nessuna banda rossa;
– una piccola telecamera, legge e interpreta il contrasto fra le eventuali righe rosse ed è in grado di determinare la presenza di sostanze (fino ad un massimo di 5 per cartuccia) nel giro di 12 minuti.
– i risultati appaiono sul video dello strumento e possono essere stampati.

Se il soggetto risulta positivo, gli viene prelevato un ulteriore campione di saliva che viene inviato ai laboratori di tossicologia forense della zona o al laboratorio centralizzato della Polizia di Stato, a Roma, per effettuare il test di conferma mediante gascromatografia e spettrofotometria di massa.
Al momento, le sostanze che vengono identificate dal test includono cocaina, cannabinoidi, oppiacei, benzodiazepine e amfetamine.

Il tempo per cui queste sostanze restano rilevabili nella saliva è il seguente:
Cocaina: da 10 min a 24 ore
Cannabinoidi: fino a 14 ore
Oppiacei: da 1 ora a diversi giorni
Benzodiazepine: da 10 minuti a 48 ore
Amfetamina: da 10 min a 72 ore.

Cosa succede se risulti positivo al test.

I conducenti che risultano positivi al test, violano l’art. 187 del Codice della Strada che comporta il ritiro immediato della patente di guida per 10 giorni e, se l’auto non è intestata ad un’altra persona, anche della stessa vettura fino all’esito dell’esame nei laboratori del Centro tossicologico forense di Roma.
Se la positività è confermata, poi si procede con la sospensione della patente.
Il rifiuto di sottoporsi ai test non invasivi di saliva o urine comporta la stessa sanzione prevista per chi risulta positivo al test.

Nel caso specifico della cannabis è da segnalare come il test salivare abbia comportato un controllo perlomeno più attendibile rispetto al controllo delle urine.
Infatti il principio attivo della cannabis (THC), per la sua capacità di sciogliersi nei grassi (ovvero è liposolubile), si accumula nell’organismo e, attraverso l’analisi delle urine, può essere rintracciato anche a distanza di un mese dall’assunzione. Questo comporta che la persona che ha assunto cannabis anche molti giorni prima di quando è stato fermato può risultare positivo al test delle urine.
Come detto prima, con il nuovo test salivare, il THC rimane rintracciabile fino ad una massimo di 14 ore.
Il tempo rimane comunque superiore rispetto all’effetto dovuto alla sostanza, ma è nettamente inferiore a quello registrato attraverso il controllo sulle urine.

Fonti:
www.insostanza.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Menu Title