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COMUNICAZIONE E SOSTANZE: VIAGGIANO SULLO STESSO BINARIO?

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lunedì, 06 Luglio 2015
Articoli

Il 26 giugno si è tenuto a Ravenna il convegno “Le droghe si manifestano” in occasione della Giornata Internazionale di lotta alla droga e al traffico illegale, si è rivelato un momento per discutere del tema sostanze dal punto di vista della comunicazione.
le droghe si manifestano

Ma tutto quello che viene detto sulle sostanze arriva realmente ai giovani? Si ricorre ad una comunicazione efficace?
È importante infatti capire se quello si vuole comunicare sia effettivamente percepito come tale da chi ho di fronte o, al contrario, il messaggio appaia in modo distorto.
Questo articolo rappresenta una sintesi dei contributi lasciati dai diversi professionisti al convegno.

Una prima analisi riguarda gli spot e le campagne informative sull’uso di sostanze.
Patrizio Lemonaca (Direttore Generale Fondazione il Villaggio del Fanciullo) mostra come la logica che segue gli spot abbia attraversato diverse fasi.
La questione del consumo di sostanze può essere posta sul piano morale; oppure lo scopo che ci si pone attraverso le campagne informative può essere quello di indurre paura rispetto alla morte, al carcere, alle sanzioni e/o punizioni.
La terza logica, adottata soprattutto in America, preme sulle conseguenze a livello fisico rispetto al consumo di sostanze.
Un esempio di quest’ultima logica è la campagna Faces of meth (2005): vengono mostrate delle foto scattate a distanza di tempo a persone che utilizzavano in particolare la metanfetamina. È stata una campagna che ha avuto molto successo in America

immagine meth

Se in Italia, negli ultimi spot del Dipartimento Politiche Antidroga, viene mostrato un approccio “soft”, che utilizza come testimonial anche personaggi famosi (es: attori o calciatori), dall’altra parte sono molti gli esempi di spot realizzati in altri paesi con immagini molto crude. Il rischio è che alcuni messaggi siano tanto terrificanti da spingere le persone a rifiutarne sia la comprensione che l’acquisizione dell’informazione che si vuole trasmettere.

Edoardo Polidori (Direttore SerT Forlì AUSL Romagna) afferma che la comunicazione in tema del consumo di sostanze, quando parla di effetti, parla solo di danni ed effetti collaterali. Sono molto rari gli accenni agli effetti piacevoli.

Altra analisi è quella di Claudio Cippitelli (sociologo), che propone una rassegna del immagini di copertina e articoli di giornali degli ultimi anni inerenti al tema delle sostanze.

cocaine kate

Nel 2005 appaiono sul giornale gli scatti scandalo della top model Kate Moss che sniffa cocaina. Questo evento ha portato: da un lato ad una risignificazione del consumo di cocaina, che e uscito da un contesto marginale; dall’altro ad un cambiamento dell’immagine della donna. Kate Moss in un primo momento verra stigmatizzata; poi pero ritornera ad essere un’icona.
Quello che emerge a detta del sociologo è che quando si parla di sostanze i dati sono tutti al maschile e le immagini al femminile. Le donne vengono messe, anche i posizioni provocanti, per parlare di cocaina, cannabis, eroina, ecstasy.
Nel trattare il tema delle sostanze, in alternativa alla donna nell’immagine di copertina, e presente un’altra modalita: la morte.

Un ultimo canale di comunicazione di cui dobbiamo tener conto è quello che proviene dalla televisione, da internet e in particolare dalle serie tv.
Molti sono i giovani che non si sono persi una stagione di Breaking bad. Ma non è l’unica serie: altre meno famose sono Wire e Weeds.

Abbiamo Walter White, un insegnante di chimica che scopre di avere un cancro ai polmoni in stato avanzato con pochi mesi di vita e che si mette a produrre cristalli di metanfetamina con un suo ex-studente.
Oppure Nancy Botwin che, in seguito alla morte improvvisa di suo marito decide di intraprendere l’attività di spacciatrice di marijuana per mantenere un agiato tenore di vita ed assicurare una buona istruzione ai suoi due figli.

In queste serie tv i personaggi si evolvono, cambiano il loro ruolo.
Michele Marangi (media-educator) afferma che la comunicazione funziona se è narrazione. E nelle grandi narrazioni un personaggio non è mai buono o cattivo, ma è un personaggio complesso, dalle mille sfaccettature.

breaking bad

È ed in generale questo il pensiero che è necessario coltivare in tema di sostanze. Un pensiero, (come dice il sociologo Claudio Renzetti) complesso, aperto a differenti punti di vista, che li fa incontrare; dove non c’è un giusto assoluto né uno sbagliato assoluto, ma dove tutto è esposto a critiche e reinterpretazioni.

colors

Per maggiori informazioni:

Le copertine, le droghe e le donne. La droga, per i magazine, è femmina, di Claudio Cippitelli
http://www.questionedimmagine.org/argomento/droghe/questione-di-genere-le-copertine-le-droghe-e-le-donne/

Spot contro il consumo di metanfetamina realizzati da Darren Aronofsky per il Meth Project.
www.methproject.org

Chanting lighter, campagna contro il consumo di tabacco in India
https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=MidLOhRnpnU

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